Terni non è più "in Jazz"

Dispiace quando degli amici alzano bandiera bianca. Dispiace ancora di più quando questo avviene fra la generale apatia di una città che non riesce, per quanto ci provi, a sollevarsi culturalmente.

La probabile dipartita del festival “Terni in Jazz” è l'ennesimo esempio di come a Terni sia praticamente impossibile realizzare progetti culturali a lungo termine. Mancanza di sponsor, ritardi nell'assegnazione dei fondi pubblici, disinteresse cronico dell'imprenditoria locale che non riesce mai a vedere un palmo più in la del proprio naso, ostracismo dei media che non credono mai a un progetto che non riempe le piazze fin dal principio.

“Terni in Jazz” dei nostri amici Luciano e Antonio Vanni ha provato per dieci lunghi anni a cambiare le cose, raccogliendo oltre a tante numerose critiche gratuite, prevenute e probabilmente prepagate (memorabile il giornalista che due anni fa, di fronte a un favoloso concerto alla Cascata delle Marmore dove non c'era niente di eccepibile,  addebitò agli organizzatori il fatto che i bar del paese fossero chiusi...), anche tanti consensi e successi.

Personalmente avendo seguito gran parte dei concerti, fatico a ricordare negli ultimi anni di questo festival un “flop”; ovvero un musicista non all'altezza, una sala vuota, una buca clamorosa dell'ultimo istante.

Eppure tutto questo, che in altre città d'Italia basterebbe a consacrare un festival del genere fra gli appuntamenti irrinunciabili della stagione locale, a Terni non basta.

Così i fratelli Vanni stanno alzando bandiera bianca, e probabilmente quella appena passata sarà ricordata come l'ultima stagione del loro festival. 

Davvero un pessimo auspicio per la nuova giunta comunale entrante che vede scomparire uno dei fiori all'occhiello della città.

Così per gli appassionati ternani di jazz non resterà che andare (come al solito) in città vicine dove i soldi, misteriosamente, escono fuori e permettono agli organizzatori di andare avanti. Certo, sarà difficile trovare in questi festival jazz dei concerti jazz visto che da anni pensano soltanto a portare il “nome” che riempia piazza e portafogli; tralasciando qualità, cultura, conoscenza e cura della musica jazz.

Ma tant'è... noi ternani siamo cosi abituati a subire sconfitte che non sarà certo l'ennesimo addio di chi ha provato a cambiare le cose nella nostra città a scuoterci.


Alessandro Chiometti


 

Cronaca del XX Giugno 2009


Il 18, 19 e XX Giugno 2009 si è svolta a Perugia la 3^ edizione di "FieraMente Anticlericali", manifestazione ideata dal Comitato Pietro Castellini.

Il Comitato è nato tre anni fa per recuperare e condividere la memoria storica sulla figura dell' "Anonimo martire, fulgido eroe, pessimo tiratore e incauto soggetto della città di Perugia", come viene indicato nei documenti del Comitato stesso.

Pietro Castellini è l'emblema di tutti quelli che il XX Giugno 1859 perirono nella difesa di Perugia dall'assalto delle truppe pontificie.

Quest'anno, alla manifestazione si sono unite l'associazione culturale "Civiltà laica" e l'Uaar (Unione Atei Agnostici Razionalisti).

L'edizione 2009, così come quella del 2007, era articolata in tre giornate.

Giovedì 18, alla sera, c'è stata la presentazione sia del libro "Kamasutra per disabili" che del video "Erotika italiana", entrambi sul tema della disabilità&sessualità, di Gabriele Viti, ex Assessore alla cultura del Comune di Cortona (AR).

L'iniziativa si è svolta presso il Macadam, locale in Borgo XX Giugno, ed ha ottenuto una buona  partecipazione di pubblico, interessato al tema e divertito dall'ironia ed autoironia di Gabriele.

Venerdì 19, nel pomeriggio, è stato presentato il libro "Lo stregone di Assisi - Il volto negato di San Francesco", di Andrea Armati, presso la sala della Partecipazione della Regione Umbria.

In questo caso, il pubblico avrebbe potuto essere più numeroso, ma c'è da notare che, in occasione del 150^ anniversario del XX Giugno, le iniziative presenti a Perugia in quei pomeriggi erano molteplici.

Lo stesso giorno, alla sera, al Macadam, proiezione del film-documentario "Zeitgeist", in particolare della sua prima parte, dedicata alle religioni monoteistiche.

Anche in questa serata, si è registrata una buona presenza di pubblico, incuriosito dalle informazioni originali contenute nel film.

Sabato XX Giugno: alle 14, alla rotonda di Ponte Vecchio a Ponte San Giovanni, luogo degli accadimenti storici che  videro la morte di Pietro Castellini, brindisi alla memoria dell' "Anonimo martire, fulgido eroe, pessimo tiratore, incauto soggetto della città di Perugia".

Dalle 16,30 gazebo di Civiltà laica, Comitato e Uaar, con libri e altro materiale anticlericale, ai giardini  del Frontone, nei pressi del monumento che ricorda gli scontri.

Ai piedi del grifo (sul lato del monumento trascurato dalle celebrazioni ufficiali), che sotto una zampa schiaccia l'idra dalle sette teste e sotto l'altra la tiara pontificia (quest'ultima ormai visibile solo in questa statua o quasi: il grifo comunemente riprodotto, infatti, sotto le zampe schiaccia... il vuoto!), è stato posto un mazzo di fiori, firmato "Uaar Perugia".

Aggiungiamo, infine, che durante la tre giorni, al Macadam è stata esposta una mostra fotografica e documentaria di contenuto variamente anticlericale, con, in particolare, un pannello dedicato al tema "Chiesa e Fascismo"; inoltre, il 19 l'Uaar ha tenuto un presidio anticlericale in piazza della Repubblica.



Alcune osservazioni conclusive.

Nessun giornalista s'è fatto vivo, e nessun articolo in merito s'è visto sui giornali; tali cose sono avvenute solo nel 2007, alla 1^ edizione.

C'è dunque un complotto del silenzio in corso?



Per quanto riguarda il corposo programma che il Comune di Perugia aveva predisposto per questo 150^ anniversario del XX Giugno: leggendolo, non si capiva, a meno di non saperlo già, che i martiri civili che diedero la vita per la liberazione della  città, si opponevano non ad un invasore od occupante straniero, ma allo Stato pontificio, ovvero al Papa.



Il Comune, per quelle celebrazioni ufficiali, ha speso migliaia d'euro, per attività sostanzialmente   antistoriche: il concerto della fanfara dei Bersaglieri, i quali, all'epoca dei fatti militari sabaudi, non ebbero nessun ruolo nella vicenda, se non quello di essere inutilmente invocati come soccorritori da parte degli insorti.

O, ancora, l'iscrizione all'albo d'oro di palazzo dei Priori dell'Opera Pia Don Guanella, con tanto di presenza del Vescovo, alle ore 12 dello stesso XX Giugno, giorno che si voleva LAICO!!!

Tutto ciò in aggiunta ai cospicui finanziamenti che la Regione dell'Umbria

e il municipio di Perugia  erogano ogni anno alle parrocchie ed alle associazioni cattoliche.



Comitato Pietro Castellini

Associazione culturale Civiltà laica

Uaar, circoli di Perugia e Terni


Moralismo prèt-a-portér

Non ho mai ritenuto di avere il diritto di esprimere pareri morali sulle attività sessuali che avvengono fra adulti purché questi siano consenzienti.

Di fronte all’ondata di sdegno neo-moralista che sta crescendo nel nostro paese, a causa delle abitudini private del nostro Presidente del Consiglio, non avrei che da sorridere pensando che quando si attacca un politico sul privato è perché nessun’altra carta è rimasta in mano ai suoi oppositori.

Tuttavia questo sarebbe un ragionamento valido in un paese normale. Ovvero un paese in cui tutti hanno gli stessi diritti senza distinzione di razza, sesso, religioni o gusti sessuali.

Invece non possiamo fare a meno di rilevare che il presunto utilizzatore finale delle varie escort a cui sono dedicate le copertine dei giornali di questi giorni, è diventato Presidente del Consiglio anche grazie a una campagna morale ed etica culminata con il cosiddetto “Family day”, in cui ha attirato sulla sua persona il voto cattolico insoddisfatto del governo di centrosinistra di allora (insoddisfatto di cosa non è dato saperlo, visto che non si ricorda un solo provvedimento contrario alla volontà oltreteverina preso dal professore bolognese).

Quindi, dato che non siamo un paese normale, proprio a causa di chi continua a discriminare migliaia di persone parlando di famiglie “normali” o “naturali” e su questo basa intere campagne elettorali, è giusto, anzi è doveroso pretendere la coerenza da queste persone e sottolineare i loro peccati quando questi si manifestano.

Dato che il cavaliere ha basato gran parte della sua campagna elettorale del 2008 sul rispetto dei valori morali cattolici e ha ricevuto il pieno apporto delle gerarchie vaticane (vedi la ricostruzione della caduta di Prodi alla luce della “cacciata” di Ratzinger dalla Sapienza fatta da Curzio Maltese su “La questua”) dovrebbe, nel caso si confermino le accuse alla sua moralità, dimettersi e ritirarsi a vita privata.

D’altra parte non si capisce perché questo suo aspetto contraddittorio (la sua fragorosa partecipazione al Family day contrapposta alla disinibita attività extraconiugale) non è sottolineata con veemenza dai suoi oppositori. Sembra sempre che manchi un pezzo alla nostra sinistra, si attacca Berlusconi nel privato, ma non si spiega che lo si fa a causa del suo vantarsi nel pubblico di virtù private che non ha.

Le ragioni possono essere due, entrambe non piacevoli.

O i suoi oppositori non vogliono attaccare la sua presenza al Family day per non turbare il solito elettorato cattolico e quindi guai a parlare della ridicolaggine della presenza di pluridivorziati in una manifestazione a favore della famiglia tradizionale (per la consueta serie del “tranquilli, non siamo laicisti”).

Oppure i suoi oppositori vogliono vestirsi da moralizzatori e far credere ai cattolici di essere loro i veri portatori dei valori riguardanti la famiglia cosiddetta “naturale”; e di nuovi moralizzatori che si mascherano con abiti talari, il paese, non ne ha certo bisogno.


Alessandro Chiometti

Fondamentalisi religiosi nostrani condannati per diffamazione

Riceviamo e pubblichiamo, fa sempre piacere un barlume di luce nel nostro paese

Roma, 16 giugno 2009


• Dichiarazione di Maurizio Turco e Marco Cappato

Iniziano a giungere le prime condanne per diffamazione sul caso Welby, che, come il caso Englaro, ha visto scendere in campo una portentosa opera di disinformazione e manipolazione della verità a danno, anzitutto, dei cittadini che vengono ritenuti ‘popolo bue’ al quale dare a credere qualsiasi ciarpame pur di evitare che si formi una coscienza collettiva, basata sulla conoscenza, su temi quali il fine vita.

E così l’opera volta a ristabilire la verità ed a restituire l’onore e la reputazione ai diffamati deve giungere attraverso i Tribunali Italiani.

E’ recente, difatti, la condanna per il reato di diffamazione inflitta in sede penale, in primo grado, dal Tribunale di Desio, Sezione distaccata del Tribunale di Monza, a Maurizio Belpietro, 800,00 Euro
di multa – all’epoca direttore de Il Giornale – ed al giornalista Stefano Lorenzetto, 1.200,00 Euro di Multa. Diffamato il dott. Mario Riccio, difeso dall’avv. Giuseppe Rossodivita, al quale il Tribunale ha riconosciuto tra risarcimento e riparazione pecuniaria la somma di 53.000,00 Euro, oltre la riparazione specifica della pubblicazione della sentenza su Il Giornale.

L’articolo, pubblicato in prima pagina il 23.12.2006, titolava in riferimento a Piergiorgio Welby “Nessun rispetto nemmeno per la sua volontà” ed ‘illuminava’ i lettori su come “il dr. Mario Riccio, il medico venuto da Cremona”, che ha adottato il metodo “dei boia aguzzini che eseguono le sentenze capitali negli USA”, se ne fosse “fregato della volontà di Welby.”

Ricorda il Tribunale che la critica per essere socialmente utile e dunque legittima, anche quando lesiva della reputazione di terzi, deve avere come presupposto dei fatti veri; in caso contrario è un mero pretesto per diffamare.

Ed è di oggi, ancora, la sentenza del Tribunale Civile di Roma, resa in primo grado, con la quale il Movimento Politico Cattolico Militia Christi, è stato condannato con sentenza immediatamente esecutiva a risarcire la somma totale di 60.000 Euro, pari a 20.000,00 Euro ciascuno, a favore dell’Associazione per la Libertà della ricerca scientifica Luca Coscioni, dell’Associazione La Rosa nel Pugno e del dr. Mario Riccio, tutti difesi dall’Avv. Giuseppe Rossodivita.

Il Tribunale ha anche ordinato la definitiva rimozione dal sito internet dell’Associazione Cattolica del comunicato stampa dal titolo “Profanatori ed assassini”.

La senatrice Binetti, anch’ella convenuta in giudizio dal dr. Mario Riccio, dall’Associazione Coscioni e da Radicali Italiani, davanti al Tribunale di Roma, come anche per altra diversa causa l’on. Luca

Volontè convenuto in giudizio da Marco Pannella, Emma Bonino e Marco Cappato, si sono invece trincerati dietro l’immunità parlamentare e l’insindacabilità delle opinioni espresse da parlamentari attraverso i giornali ed i comunicati. Parlano, scrivono comunicati, rilasciano interviste, ma poi non ci pensano neppure – o forse ci pensano sin troppo bene - a difendere le loro affermazioni in Tribunale.


Elezioni 2009, non chiedetevi per chi suona la campana.

Si è finalmente esaurita la lunga maratona elettorale.

Per chi come me è stato impegnato fino alle 6.00 di stamattina (martedi) per spulciare gli ultimi dati delle amministrative è chiara l'importanza democratica e istituzionale di questi appuntamenti, per la maggiorparte degli italiani invece i risultati saranno solo una notizia di colore da inserire fra gossip calci(o) e la finale di Amici.

Le elezioni europee hanno visto succedersi nei commenti elettorali, come italica consuetudine vuole, solo ed esclusivamente vincitori. Per fortuna che i risultati sono sotto gli occhi di tutti,e due righe (spero abbastanza obiettive) di commento posso azzardarle.

Al di là degli unici due veri vincitori, ovvero la Lega a destra e Di Pietro a “sinistra”, il resto è una via crucis.

Perde il PDL che paga le vicende sentimental-sportive del suo lider maximo.

Perde per l'ennesima volta, e in modo più che sonoro, il Partito Democratico che si attesta molto al di sotto delle già disastrose elezioni politiche del 2008, dimostrando ancora una volta tutta l'inadeguatezza della politica “ma anche” di Veltroni prima e di Franceschini poi.

Perde il Partito Radicale che non si chiama più neanche così, ed ha da troppo tempo legato alle uscite estemporanee dei suoi segretari i propri destini elettorali.

Perde la Sinistra Radicale, che nel derby fratricida ha visto prevalere di poco la formazione che viene generalmente giudicata retrograda poiché legata a un'indentità (comunista) e un simbolo (falce e martello) ritenuti anacronistici. Intanto però è la prima formazione a sinistra del PD.

Ovviamente ognuno dei lorsignori ha i suoi motivi per esultare, è il bello della politica (italica).


Nella nostra città, Terni, il candidato per il centrosinistra Di Girolamo ha mancato di un soffio la vittoria al primo turno fermandosi al 49,4%. In una situazione cosi travagliata com'è quella ternana, a mio giudizio è un risultato di tutto rispetto, ancor più avvalorato dal fatto che le liste a lui collegate conquistano la maggioranza assoluta del consiglio comunale.

Questo può portare a fare diverse considerazioni.

È evidente che Terni non è più la città bulgara di cinque anni fa, visto che le liste di governo perdono nel loro complesso quasi il 20%.

Qualcuno già parla  di una bocciatura personale per Di Girolamo e penso che questo sia quanto di più sbagliato si possa dire. A mio giudizio, se il centrosinistra è riuscito a raccogliere i cocci e comunque a tenere botta di fronte alle tante vicissitudini amministrative che hanno colorito gli ultimi cinque anni di governo, è dovuto in gran parte alla persona presentata come candidato a sindaco.


Dall'altra parte il Prof. Baldassarre, invece di sparare cifre a caso di improbabili sondaggi che lo vedevano vincente al primo turno, o di organizzare concerti con artisti che non si è neanche capito se lo sostenevano oppure no, o di accusare gli avversari di non aver mai lavorato (frase che detta da un tornitore dell'acciaieria fa un certo effetto, detta da un politico fa semplicemente ridere), avrebbe potuto trovare cinque minuti di tempo per rispondere alle domande che gli venivano poste dalle associazioni locali come la nostra invece di ignorarle.

Chissà, magari avrebbe preso qualche voto laico in più.


Alessandro Chiometti

II lettera di solidarietà al Prof. Alberto Marani

Caro Alberto,

sono venuto a conoscenza della tua vicenda solo oggi Martedì, 2 Giugno 2009, giorno della festa di quella Repubblica, che solo sulla carta si configura come laica, e neppure tanto, vista la presenza del famigerato articolo 7 della Costituzione.

È superfluo dire che in termini di gravità la questione oltrepassa ogni limite, persino tenendo conto del fatto che siamo in Italia, anche perché nel caso di Franco c'è per lo meno una normativa, che potrebbe legittimare la presenza del crocifisso nelle aule scolastiche, mentre nel tuo caso c'è addirittura un pronunciamento del Collegio docenti favorevole alla tua iniziativa.


Ti esprimo la più profonda e fraterna solidarietà, come iscritto ai Cobas-Scuola, a Civiltà laica, al circolo Uaar di Perugia nonché come individuo che si ostina a pensarsi cittadino e non suddito in questa  Repubblica.


Laici abbracci,


Valerio Bruschini


P.S.

Non ho potuto fare a meno di cogliere la singolarità della data, il 12 Maggio, della riunione del Consiglio di Disciplina, visto che è il giorno in cui, nel lontano 1974, vi fu la comunque storica vittoria del NO nel referendum sul divorzio; avendo anche il 2009 365 giorni, il minimo che si possa dire è che si è trattato appunto di una singolare combinazione...

Lettera di solidarietà al Prof. Alberto Marani


Caro Alberto Marani

non ci conosciamo ma siamo passati nella macchina repressiva e neoinquisitoriale del Ministero e degli UPS per cui penso bastino poche parole per capirci.

Lottare per la laicità della scuola sembra, in questo contesto di smantellamento della scuola pubblica e di riproposizione delle guerre di civiltà, un'offesa di lesa maestà a quella religione di stato che pensavamo esserci lasciati alle spalle con la fine del fascismo storico.

In questo contesto post/neofascista-confessionale toccare gli interessi simbolici e materiali dell'ammiraglia cattolica corrisponde a toccare i fili dell'alta tensione con conseguente pericolo di morte.

A te hanno comminato una pena doppia della mia, sei stato sospeso per due mesi, alla fine dell'anno scolastico. La sospensione si rendeva dunque necessaria per un fatto gravissimo che hai compiuto: proporre e rivendicare il diritto all'ora alternativa. Aver somministrato un questionario diverso dalle tante stronzate sulla qualità che sempre più spesso ci circondano nelle nostre scuole, cercando di comprendere qual era la richiesta dei ragazzi rispetto ad un diritto di laicità e di ricerca che si opponesse al catechismo settimanale cui sono esposti ed obbligati tutti gli studenti nelle nostre scuole. La sospensione calpesta tra l'altro qualsiasi logica, essendoti stata comminata alla fine dell'a.s. , probabilmente saranno costretti a spezzare la tua cattedra in tanti spezzoni ed assegnarla a docenti compiacenti per svolgere gli scrutini, alla faccia degli studenti che sembrano essere, secondo queste pratiche, decerebrati da sottoporre a catechismo coatto. C'è da dire che, almeno per questi provvedimenti, i tempi dell'amministrazione corrono  veloci e rapidi come mai si può vedere nelle cose più importanti.

Che tutte le confessioni siano uguali per la costituzione e che ce ne sia una più uguale delle altre è un atto di fatto di cui veniamo a conoscenza nelle nostre pratiche quotidiane a scuola. Che i pii "colleghì" di religione cattolica si trasformino al primo avviso di rivendicazione di laicità in soldati di cristo, in spie, in infami difensori della pagnotta e degli inaccettabili privilegi ci riporta ad un tema che come compagni e come autorganizzati abbiamo congelato ma che non possiamo più rinviare.

Propongo che in parallelo alle altre lotte fondamentalicontro le espulsioni dei precari, la precarizzazione dei docenti,le "riforme" al fosforo bianco, le derive iperliberiste del mercato del sapere, si formi nei cobas un gruppo di analisi ed intervento sullo specifico della laicità della scuola.

Nonostante tanti silenzi provinciali, le paure dell'insegnante medio, lo stupore falso dei tanti beghini mascherati (della serie: che fastidio ti da? Chi te lo fa  fare) solidarietà forti e fattive arivano in maniera trasversale da singoli, colleghi, associazioni. Tanta solidarietà che potrebbe diventare un movimento.

Contro i finanziamenti agli asili e alle scuole confessionali che (insieme a quelle azienda) sono le uniche ad incrementare i finanziamenti statali.

Conto il diverso trattamento tra i precari che insegnano religione cattolica (scatti, punteggi ecc.) e tutti gli altri.

Contro il meccanismo per cui con il placet dei vescovi lo stato assume pretume vario. A questo proposito propongo di ribaltare la nostra posizione di tolleranza sulle indecenti assunzioni di IRC e vedere se esistono principi di incostituzionalità nelle pratiche.

Contro l'ostentazione di simboli religiosi nelle scuole, nei luoghi pubblici.

Una campagna sull'8 per mille e la spartizione dei resti (il 60%,) per cui alla fine a santa romana chiesa arriva quasi il 90% della torta.

Molti altri sono i privilegi cattolici, mi fermo qui. Per adesso.

Concludo con una solidarietà non formale. Conosco personalmente la pressione, le pressioni esercitate dall'ambiente, la strategia di far passare le nostre battaglie civili in fatti di ordine pubblico, disciplinari o di disordine mentale, cercando di farci passare per border line o cose simili. E' una vecchia strategia del potere, ma la pressione è reale per cui lo è anche la solidarietà fraterna, compagna, laica e anticlericale che ti esprimo personalmente e a nome dei compagni e delle compagne di Terni.

Con stima ed affetto profondi ti abbraccio laicamente e ti esprimo tutto il mio rispetto e la stima

Franco Coppoli

Sospeso per due mesi per aver fatto un questionario sull'ora alternativa


Riprendiamo dal sito dell'UAAR ... quanto sono distanti le dittature teocratiche islamiche dal nostro paese?


Cesena, docente sospeso per questionario su ora alternativa

Il prof Alberto Marani, docente di matematica e fisica presso il Liceo Scientifico “Righi” di Cesena è stato sospeso dalle proprie funzioni e dallo stipendio per due mesi, sanzione decisa dal Dirigente dell’Ufficio Scolastico Provinciale di Forlì-Cesena.

La motivazione principale è l’avere condotto un’indagine nelle proprie classi per rilevare che percentuale di studenti sceglierebbe la materia alternativa qualora l’istituto la programmasse (finora non è mai stata programmata, e solo 2 studenti su 1300 l’hanno comunque richiesta). Nel questionario ciascuno doveva indicare quale insegnamento avrebbe scelto (fra Religione cattolica, Storia delle religioni e Diritti umani) qualora la scuola le programmasse tutte e tre.

I risultati sono stati i seguenti:

11,3 % sceglierebbero Religione Cattolica

88,7% sceglierebbero una materia alternativa

(23,9% Storia delle religioni; 64,8% Diritti umani)

Il Collegio Docenti aveva quindi pienamente recepito le proposte del prof Marani, deliberando la necessità di programmare in anticipo la Materia Alternativa e di offrire agli studenti, in modo esplicito e dettagliato, questo tipo di attività formativa. La cosa però ha fatto infuriare gli insegnanti di religione e i cattolici integralisti all’interno del liceo, i quali tramite una lettera di Don Stefano Pasolini, docente di Religione delle classi coinvolte nel questionario, hanno lamentato all’Ufficio Scolastico Regionale che il prof Marani avrebbe offeso, con quel questionario, il proprio collega di Religione. E’ scattata così l’incredibile sanzione, inaudita e pesantissima. L’ispettrice inviata dall’Ufficio scolastico Regionale, Rosanna Facchini, ha persino diffidato il docente dal fare conoscere agli alunni i risultati dell’indagine. All’accusa già riportata è stata aggiunta quella di avere affisso nelle bacheche della scuola, durante il bombardamento di Gaza, 5 immagini di Handala (il bambino palestinese scalzo e sofferente) dopo averle stampate usando la stampante della scuola.

I candidati laici per le elezioni del 6 e 7 Giugno 2009


 

Come abbiamo sempre ribadito l’Associazione Culturale Civiltà Laica è un’associazione apartitica.

Tuttavia questo non vuol dire che i suoi appartenenti non abbiano anche un impegno personale nei diversi partiti presenti in Italia.

Il seguente elenco vuol essere quindi un mezzo per far conoscere ai soci e ai simpatizzanti (nonché a tutti coloro che si professano laici) l’impegno dei singoli soci all’interno dei partiti in lizza per le prossime elezioni, certi che questi candidati avranno sempre un occhio di riguardo per tutto ciò che riguarda i temi della laicità dello stato e delle istituzioni.

 

Elezioni Europee

FRANCESCO PULLIA candidato N. 9 per la lista Bonino – Pannella

Nato a Terni il 4 novembre 1956, ha conseguito la laurea in Filosofia all’Università degli Studi di Perugia nell’anno accademico 1978/79 e si è specializzato nel 1985 in Giornalismo e Comunicazione di massa

alla L.U.I.S.S. di Roma.

Radicale da quando aveva quattordici anni, è stato membro del Comitato nazionale di Radicali Italiani e dal 2006 è entrato a far parte della Direzione nazionale del partito.

Fermo assertore della nonviolenza, da lungo tempo è attivo sostenitore della causa tibetana. E' stato tra i primi iscritti, nel 1988, all'Associazione Italia - Tibet. Lo scorso anno ha ideato la

manifestazione per il Tibet e la democrazia in Cina svoltasi ad Assisi l’otto agosto proprio in concomitanza con l’apertura dei giochi olimpici a Pechino.

Particolarmente sensibile alle tematiche ambientaliste e animaliste, vegetariano, è vivamente interessato all’approfondimento di una religiosità aperta, antidogmatica.

Relatore al convegno “Laicità e religioni nell’Unione europea: le emergenze Francia, Italia, Spagna”, organizzato nel dicembre del 2004 a Bruxelles, nella sede del Parlamento europeo, dal Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale, Transpartito, nel 2008 ha tenuto un

seminario sulla nonviolenza nell’ambito della prima edizione della scuola estiva dell’Associazione Luca Coscioni.

Collabora a Notizie Radicali e a diverse testate. Ha pubblicato quindici libri. Nel 1991 ha scritto i versi per un’opera rappresentata alla XXXIV edizione del Festival dei Due Mondi di Spoleto.

 

Elezioni amministrative per la città di Terni

 

-         Alessandro Chiometti. Presidente dell’Associazione Culturale Civiltà Laica è candidato per la Circoscrizione Nord (collegio VI- ex Colleluna)  nelle fila della “Lista Comunista Anticapitalista”.

-         Alessandro Gentiletti neo-iscritto dell’associazione è candidato al consiglio comunale per la lista civica “Per Di Girolamo Sindaco”: lasciamo la sua presentazione alle parole dedicategli da un socio storico della nostra associazione: Laico (laicista!) ed uomo di sinistra ‘tosto’ oltre ogni possibile dizione, ad onta della sua giovanissima età, Gentiletti è il tipo di candidato maggiormente adatto a fermare l’ ‘onda marrone’ (come la chiamo io, con metafora facilmente comprensibile) che rischia di sommergerci. Inoltre il candidato informa che i soci di Civiltà Laica sono i benvenuti al suo party elettorale che si terrà Domenica 31/5/09 alle ore 19.00 presso l’ex siri.

-         Simone Guerra. Membro del Comitato di Coordinamento dell’Associazione Culturale Civiltà Laica si presenta come candidato per il consiglio comunale nella lista “Sinistra e Libertà”. Lo presentiamo con le parole che ha usato per rispondere a nome della sua lista alle nostre domande: Leggo le ultime pesanti dichiarazioni del presidente del Senato Renato Schifani. "E' stata solo una battuta non un giudizio di valore - minimizza - ma è vero che la riduzione del numero dei parlamentari e il superamento del bicameralismo perfetto appaiono sempre più un rimedio necessario e non più rinviabile". Toni più polemici Schifani li riserva al richiamo alla laicità delle leggi: "Dico no al rifiuto pregiudiziale dei principi religiosi, non bisogna tornare all'ateismo di Stato".  Quest’ultima frase di Schifani, gravissima di per se, poiché tra l’altro allude abbastanza chiaramente all’introduzione di una sorta di Stato Etico Religioso, acquista, se possibile un significato ancora più sinistro se messa in relazione con la prima fase, quella in cui parla della riduzione dei poteri del parlamento, che se pur evidentemente ormai ridotto ad uso e consumo di una casta, è pur sempre il cuore pulsante della nostra costituzione e del nostra repubblica per l’appunto parlamentare. Il Presidente del senato compie evidentemente un doppio attacco alle nostre libertà. E dimostra come difendere la Laicità significa difendere democrazia  e diritti. (Questo non significa che non sia vero i parlamentari siano indubbiamente troppi ma in questo modo si rischia di buttare via l’acqua sporca con il bambino). Per questo credo che in Italia ci sia bisogno di una sinistra che partendo dalle ragioni del conflitto e delle contraddizioni sociali, a partire dall’esplorazione di quella più classica, tra capitale e lavoro, sappia coniugare i temi del lavoro con quelli dei diritti della persona, della natura, dell’esistenza (e del suo senso). Che sappia porre, nella realtà che viviamo, in termini rinnovati quanto radicali, il tema dell’eguaglianza e della libertà, che sappia rimettere la questione morale, il valore del lavoro dell’ambiente e il primato della laicità delle istituzioni al centro del proprio progetto. Anche da qui è passata la scelta di impegnarmi nella costruzione di un nuovo soggetto politico di Sinistra”

-         Luigi Maria Nicolai. Socio storico dell’associazione si candida nella lista “Sinistra e Libertà”sia per il consiglio provinciale (Collegio terni IV) che alla circoscrizione SUD (collegio VIII - ex cervino)

-         Raffaela Trequattrini. Membro del Comitato di Redazione della nostra rivista Civiltà Laica si candida al consiglio comunale di Terni nelle fila di “Sinistra e Libertà”.

 

Per ogni chiarimento contattate pure la nostra associazione all’e-mail info[at]civiltalaica.it